martedì 14 febbraio 2012

SOS Manifesto

Da giovedì scorso il Manifesto è in liquidazione coatta amministrativa. Per evitare in extremis la chiusura definitiva chiede ai lettori occasionali di iniziare ad acquistarlo quotidianamente; ed ha poi lanciato la campagna 1000 (sottoscrittori) x 1000 (euro). Noi, nel nostro piccolo, stiamo cercando di organizzare una pizzata di raccolta fondi.

Il Manifesto ci sta a cuore, perché esplicita in maniera esemplare il concetto di consumo critico di informazione, primo presupposto per l'evoluzione personale. E mi spiego con un esempio.
Sabato 29 gennaio si è svolto a Napoli il primo forum nazionale dei Comuni per i beni comuni, che ha riunito amministratori, associazioni, movimenti, studiosi e cittadini da tutta Italia (erano presenti, fra gli altri, i sindaci di Napoli, Bari e Cagliari).
Bene, il Manifesto, che supera a stento la dozzina di pagine, vi ha dedicato la copertina e 2 pagine, sia sabato in sede di presentazione che domenica in sede di commento. Sul Corriere della Sera di domenica, 50 pagine + 10 per la cronaca provinciale, non c'era nemmeno una riga!

lunedì 13 febbraio 2012

Il pranzo del lunedì

Solitamente Razza-O a mezzogiorno prepara da mangiare in quantità come se io fossi a casa; in realtà la mia porzione viene salvata, in modo che io la porti in ufficio il giorno dopo.
Però lunedì è un giorno particolare, perché  la domenica funziona diversamente; quindi ieri sera ho bollito un po' di riso, e stamattina l'ho condito con un paio di sarde sott'olio, masala e olio piccante. Per contorno c'erano dei broccoletti al vapore. Essendo finito pure il pane, ho rimediato con qualche galletta al mais; e non potevano mancare un paio di clementine.

Lista degli ingredienti:
  • riso veronese biologico (dal GAS);
  • sarde siciliane in olio biologico (dal GAS);
  • masala biologico indiano (dal commercio equo);
  • olio piccante biologico (da autoproduzione: è quanto resta nel vasetto, una volta mangiati tutti i pupacchielli che Razza-O ha messo sott'olio la scorsa estate);
  • broccoletti biologici km 0 (dal GAS);
  • gallette al mais cremonesi biologiche (dal GAS);
  • clementine calabresi biologiche (dal GAS).


domenica 12 febbraio 2012

Evoluzione della specie (II)


Per quanto mi riguarda, tutto ebbe inizio nel 1999: il mio collega Alfio (che riterrò sempre responsabile per questo ;-)  ) mi spinse a partecipare alla presentazione di una nuova iniziativa: la rete di Lilliput, promossa da Alex Zanotelli e Francesco Gesualdi. A seguito di quella serata, costituii con altri il nodo della nostra zona geografica, che restò attivo tre anni. A livello nazionale l'esperienza della rete di Lilliput si è invece conclusa nel 2009, ma il suo manifesto mantiene intatta tutta la carica evocativa originale.

 

MANIFESTO DELLA RETE DI LILLIPUT

In un momento in cui sembrano valere solo le leggi del mercato e del profitto mentre le istituzioni democratiche stanno perdendo credibilità e potere
NOI
Associazioni, gruppi e cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo della cultura, nella cooperazione Nord/Sud, nel commercio e nella finanza etica, nel sindacato, nei centri sociali, nella difesa dell'ambiente, nel mondo religioso, nel campo della solidarietà, della pace e della nonviolenza 
DIAMO AVVIO ALLA RETE DI LILLIPUT PER UNIRE IN UN'UNICA VOCE ALLE NOSTRE MOLTEPLICI FORME DI RESISTENZA CONTRO SCELTE ECONOMICHE CHE CONCENTRANO IL POTERE NELLE MANI DI POCHI E CHE ANTEPONGONO LA LOGICA DEL PROFITTO E DEL CONSUMISMO ALLA SALVAGUARDIA DELLA VITA, DELLA DIGNITÀ UMANA, DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE. 
Come i piccoli lillipuziani riuscirono a bloccare il gigante Gulliver, legando ciascuno un singolo capello del predone, così noi cerchiamo di fermare il tiranno economico conducendo ciascuno la nostra piccola lotta in collegamento con gli altri. 
Per questo abbiamo costituito la Rete di Lilliput: per ampliare l'efficacia delle nostre singole opposizioni condividendo esperienze, informazioni, collaborazioni e concordando mobilitazioni comuni. 
La recente sconfitta dell'Accordo Multilaterale sugli Investimenti, lo stop che l'Organizzazione Mondiale del Commercio ha subito a Seattle, la creazione di sempre più stretti contatti, collaborazioni ed iniziative tra i movimenti che a livello mondiale si oppongono agli effetti devastanti della globalizzazione e dell'economia dimostrano che è possibile bloccare la macchina globale con i granelli di sabbia. Il nostro obiettivo a lungo termine è la costruzione di un mondo dove ogni abitante della terra possa soddisfare i propri bisogni materiali, sociali e spirituali nel rispetto dell'integrità dell'ambiente e del diritto delle generazioni future ad ereditare una terra feconda, bella e vivibile. 
Nell'immediato ci opponiamo alle scelte economiche che attentano alla democrazia, che portano a morte il pianeta e che condannano miliardi di persone alla miseria. Le nostre strategie d'intervento sono di carattere nonviolento e comprendono l'informazione e la denuncia per accrescere la consapevolezza e indebolire i centri di potere, il consumo critico e il boicottaggio per condizionare le imprese , la sperimentazione di iniziative di economia alternativa e di stili di vita più sobri per dimostrare che un'economia di giustizia è possibile. Ci impegniamo a realizzare tutto questo in un rapporto di dialogo e di collaborazione con tutti gli altri gruppi, reti e movimenti che in Italia e all'estero si battono per gli stessi obiettivi. Siamo certi che mettendo in comune idee, conoscenze, risorse, e iniziative, potremo ostacolare il cammino della globalizzazione al servizio delle multinazionali per contrapporre una globalizzazione al servizio degli essere umani. Questa è la nostra strategia lillipuziana, questo è il potere di cui ciascuno di noi dispone. Esercitiamolo insieme per ottenere dei risultati concreti.

sabato 11 febbraio 2012

Zucca, carciofi e co.

Vi faccio un esempio di come si possono usare alcune delle tante verdure disponibili d'inverno.
Usando prodotti biologici del GAS, per cena Razza-O ha preparato uno squisito minestrone con zucca, patate, porri e fagiolini dell'occhio: così denso che era praticamente una crema.
Poi ha preparato in due modi diversi i carciofi arrivati dalla Sicilia insieme agli agrumi. E, chicca sopraffina, ne ha usato le foglie esterne, più coriacee, nell'impasto per fare gli spatzle, al posto degli spinaci che erano già destinati alla torta salata, insieme al cavolo cappuccio.
Ne sa una più del diavolo!

venerdì 10 febbraio 2012

Fotovoltaico

Ho rilevato la produzione di gennaio del nostro impianto fotovoltaico. Lo faccio per confrontarlo con quello di due miei colleghi: incrociando i dati, controlliamo che tutti e tre gli impianti stiano lavorando normalmente.

Il fotovoltaico è stato l'iniziativa economicamente più rilevante che abbiamo fatto con il GAS. Era il secondo conto energia, quello del 2006, e i costi erano ancora piuttosto elevati; come GAS ordinammo una decina di impianti, riuscendo così a spuntare 6000 € al kw, che per l'epoca era ottimo.
Noi installammo 2 kw, investendoci la liquidazione che ricevetti nell'estate del 2006 quando l'azienda di Bastonia licenziò tutti.
Adesso i costi sono quasi dimezzati, ma purtroppo parecchi preferiscono ancora spendere il proprio denaro ad esempio in una nuova automobile super scattante e accessoriata.

L'energia fotovoltaica ha diversi pregi, ma mi limito a sottolinearne un paio:
  • la fonte è rinnovabile ed inesauribile (dovrebbe durare più o meno per altri 5miliardi di annetti);
  • la produzione non avviene in poche grandi centrali, ma in moltissimi piccoli impianti diffusi, eliminando problemi di monopolio; insomma democrazia energetica!
A questo proposito, alcuni obiettano che il fotovoltaico conviene solo perché è sovvenzionato dallo stato. Ed è vero; ma lo stato non paga anche per le grandi centrali (inceneritori o nucleari che siano)? Anzi, il fotovoltaico richiede minori investimenti, genera più occupazione, ed è subito pronto, aiutando l'Italia a rispettare gli impegni assunti in termini di riduzione di CO2, che altrimenti costerebbero multe salate.

Nel nostro caso poi abbiamo sfruttato l'impianto per diminuire il consumo di altri combustibili:
  • usiamo spesso il fornello elettrico al posto di quelli a gas;
  • abbiamo sostituito il motorino con la bici elettrica;
  • abbiamo comprato la tosaerba elettrica, smettendo di prendere a prestito quella a benzina dei nonni
  • usiamo batterie ricaricabili.
Non per questo siamo diventati scialacquatori di energia elettrica: con la progressiva sostituzione delle lampadine e di elettrodomestici più efficienti, abbiamo mantenuto i consumi annui costanti, intorno ai 2200 kwh.

giovedì 9 febbraio 2012

La giornata radiofonica di Razza-O

La vita da casalinga di Razza-O non è una passeggiata, però almeno per un aspetto la invidio: ascolta la radio.
La radio è di gran lunga l'apparecchio elettrico più usato in famiglia.
Lasciamo perdere le radio commerciali: sono inascoltabili.
Mentre io ho giusto il tempo di ascoltare in macchina l'informazione di radio Onda d'Urto (la rassegna stampa alla mattina ed il gr del pomeriggio) e qualche brano da radio Classica Bresciana o da Sei gradi di Rai3, Razza-O può godersi interamente le trasmissioni radiofoniche più interessanti.
La sua giornata è scandita da alcuni appuntamenti fissi su Rai2: Il ruggito del coniglio di prima mattina, Un giorno da pecora dopo pranzo, Caterpillar prima di cena. Per la musica preferisce radio Capital (unica eccezione a quanto detto sopra); e poi, secondo l'argomento, di sintonizza su Fahrenheit  di Rai2 o Navdanya di radio Onda d'Urto, quest' ultima ricca di spunti su tutti i temi che noi cerchiamo di praticare: ecologia, consumo critico, agricoltura biologica, commercio equo, nuove energie, e altro ancora.

mercoledì 8 febbraio 2012

Filiera corta

Ieri sera alla riunione mensile del GAS, Macario ci ha portato i prodotti per il corpo, di una piccola azienda delle colline veronesi.
Come per tutto ciò che il GAS acquista, la filiera è corta, anzi cortissima: ci si rifornisce direttamente dal produttore. Non bisogna fare confusione con i km 0, che si riferiscono alla strada percorsa dal prodotto.
L'eliminazione della catena commerciale ha numerosi vantaggi.
Partiamo da quello economico: nella distribuzione convenzionale, il produttore riceve supponiamo 10, mentre il consumatore finale compra a 90, con insoddisfazione di entrambi; se invece si saltano tutti i passaggi intermedi, cortocircuitando produttore e consumatore, questi due soggetti si possono incontrare diciamo a 50, con convenienza per entrambi.
Con questi margini superiori, il produttore può curare meglio il proprio lavoro, ottenendo un prodotto di migliore qualità, con maggiore attenzione agli aspetti sociali ed ambientali; tutti valori che il consumatore gli riconosce.
Inoltre la filiera corta, con l'intrinseco rapporto diretto fra le parti che la caratterizza, porta automaticamente ad una maggiore responsabilizzazione di entrambi: conoscendosi di persona, il produttore non può permettersi di fornire merce scadente al consumatore, il quale a sua volta non lo abbandona per un concorrente solo per risparmiare qualche centesimo.